Avevo fatto un pollo così buono, ma così buono e saporito che i miei figli l’hanno lasciato tutto nel piatto
… ma io ho detto “eh no, mica penserete che lo buttiamo via? con i tempi che corrono gli sprechi sono inaccettabili!”.
Erano quattro sovracosce, cucinate con le olive, la cipolla, il vino bianco e tutti i sapori per benino, quindi le ho spolpate, ho messo la carne nel mixer e frullato tutto, quasi omogeneizzato.
Più o meno, perchè sono sicura che qualcuno, che vegetariano lo è davvero, potrebbe anche dirmi “eh no, però, l’uovo noi non lo mangiamo, eh no, nemmeno i latticini”. Ma so che ci sono diverse scuole di pensiero e che esistono vegetariani estremisti, che hanno eliminato qualunque cibo sia di derivazione animale, e vegetariani tolleranti, che hanno eliminato carne e pesce, ma che tutto il resto lo mangiano. Non so quale delle due correnti sia la più corretta, e, sinceramente, non me ne frega proprio nulla, ognuno faccia ciò che gli pare.
E già che sei con le mani in pasta, metti insieme qualcosa di decente da servire ai nonni che vengono a pranzo.
Prendi un figlio di sei anni che mangia sempre le stesse cose, poche. Poi prendi una figlia di tre anni che le devi togliere il piatto davanti e che trita tutto quello che le capita sotto i denti. E cerca di metterli d’accordo. Di trovare qualcosa che possa andare bene a tutti e due, soprattutto al primo, visto che la seconda non si fa mai pregare. E inventati delle cose, ma prima chiedigli il permesso di farle altrimenti rischi di fare una fatica inutile.
La nascita di questa idea malsana la giustifico con la volontà di riscatto dalla cena “junk” dell’altra sera e con la necessità di consumare la carne che avevo in frigorifero e che, nonostante l’abbia comprata ieri, probabilmente non sarebbe arrivata a domani (non esistono più i macellai di una volta…cioè, esistono di sicuro, ma io qui non ne ho ancora – 18 anni – trovato uno come si deve, e poi quello di mamma è imbattibile…).