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I fiori tra la merda.

Mi guardo intorno e mi distraggo continuamente. Sono in stazione, in anticipo di due ore rispetto all’orario previsto per la partenza del treno.

Sono in Feltrinelli, seduta al tavolo della sala di lettura, con altre quattro persone.

La signora alla mia sinistra ha comprato dei libri di cucina e ne sta leggendo uno di Anna Moroni, appoggiata su una cartelletta trasparente che contiene dei moduli per le segnalazioni di eventuali anomalie (ANORMALITA’, c’è scritto) riscontrate a bordo del treno. Continua a leggere

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Una tastiera nuova, i Maya, il Cesvi, le frustrazioni, la cistite, Renzi e la Palestina. L’insonnia è pericolosa.

Sono le 05.46. Sono sveglia da un’ora circa. Non dormo bene, ultimamente, mi sveglio e basta, la testa se ne va, parte per giri infiniti e io non mi riaddormento piu’. Ovviamente fino a 10 minuti prima che suoni la sveglia per andare al lavoro, cioè, dal Lunedi’ al Venerdi’, piu’ o meno, a quest’ora. Con le conseguenze che si possono immaginare.

I pensieri sono parecchi, che a metterli in fila, dal piu’ grande al piu’ piccolo, non saprei da dove cominciare. Continua a leggere

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La formica e lo scorpione.

La montagna è questa qua.

Un mattone sul petto e la voglia di urlare, l’immobilità del tempo, lo stomaco che si chiude e le mani che continuano a portare cibo alla bocca  in modo disordinato, frutta, biscotti, formaggio, caramelle, poi due sigarette, una dietro l’altra, e la nausea, il vomito.

Il sole che a volte c’è e a volte non c’è, e passi dal morire dal caldo al morire dal freddo che nemmeno te ne accorgi. Continua a leggere

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Il Ritmo del Silenzio – di Otello Marcacci

Come quando hai per le mani un puzzle composto da tanti piccoli pezzi, ma non hai più il coperchio della scatola e così non sai quale sarà l’immagine finale.

E’ stata questa la sensazione che ho provato leggendo le prime 50 – 60 pagine di questo libro. Un totale smarrimento, accentuato dai numerosi salti temporali, ma, nello stesso tempo, la necessità assoluta di andare avanti, l’incapacità di mollare, nemmeno per mangiare, nemmeno quando chi mi parlava mostrava palese risentimento per il mio totale isolamento da tutto il resto del mondo. Niente, non potevo smettere e, se proprio ho dovuto farlo, in realtà la mia testa era continuamente all’interno di quelle pagine. Credo anche di averci fatto dei sogni la notte scorsa, ma non ricordo nulla di preciso.

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Biscotti Uvetta e Cannella!

Niente, il gateau non è bastato per calmare l’ansia da lavori in casa. E, dopo che la Dile si è anche presa una tranvata in testa (io però l’avevo avvisata di stare lontana dal nonno mentre lavorava…) mi son detta “fa’ qualcosa, fa’ qualcosa, altrimenti qua non arrivi viva a sera…….ok, faccio dei biscotti…….finestrino! vi vedo ma non vi sento!!!”. E giù di braccia ad impastare. Però mi sono anche ricordata di quello che ha detto ieri sera l’istruttrice di yoga “Quando fate qualcosa, qualunque cosa, dal bere un bicchiere d’acqua ad aprire una busta delle lettere, concentratevi e usate la pancia, gli addominali e non solo le braccia e il collo, se no fra qualche anno vi ritrovate con un dolore atroce alle spalle e, senza l’aiuto delle vostre braccia, non riuscirete nemmeno ad alzarvi dal divano, perché gli altri muscoli saranno inesistenti” … Ora, siccome l’Ale è una che ne sa, io adesso ci faccio attenzione, e li faccio lavorare sti addominali, sia mai che un giorno non riesca più a tirare su il mio bel culone dal divano… E allora giù di braccia e di pancia! Continua a leggere

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