R. aveva 9 anni, un sacco di fratelli e sorelle, il cappottino rosso, le calze bianche traforate che arrivavano fin sotto il ginocchio e le scarpe nere di vernice, nuove.
Era domenica e stava uscendo di casa. “Mamma, dopo la messa posso fermarmi un po’ a casa di A. a giocare?” “Sì, ma alle 12.30 si mangia, non fare tardi e se ti dicono di fermarti lì, ringrazia ma dì che mamma sta preparando le lasagne e il polpettone. Anzi se vuoi puoi invitare A. a pranzo da noi” “Va bene, ciao!”


