A me la montagna non piace. Per niente.
Forse perchè da piccola ci andavo sempre, tutte le estati, almeno per un mese, e i ricordi che ho non sono proprio belli. Mi ricordo solo di mio zio che picchiava i suoi figli con la cinghia dei pantaloni. Li picchiava per qualunque cosa, se avevano dormito 5 minuti in più, se non avevano spazzato bene fuori davanti a casa, se la cena non era pronta quando voleva lui, se il bicchiere di vino era vuoto. E dormivamo tutti in una stanza enorme, anche lui, e puzzava da morire e voleva fare le cose con la zia anche se eravamo tutti lì: lo zio, la zia e sei bambini. Che poi non capivo perché se in quella casa c’erano altre stanze dovevamo dormire tutti in una. Vabbè mi sono anche divertita con i miei cugini, anche se adesso con loro non ci parlo più. Quando lui non c’era ci divertivamo. Per fortuna lui andava via presto tutte le mattine, che doveva mungere le vacche, tornava all’ora di pranzo e a me passava la fame, me ne stavo zitta in un angolo e contavo i minuti, aspettavo che se ne andasse a dormire, poi ricominciavo a respirare, poi lui si alzava, e io smettevo di respirare, bestemmiava un po’ e se ne tornava al pascolo e io ricominciavo a respirare, fino all’ora di cena. Quello era il momento più brutto. Lui tornava sempre incazzato e non sapevi che cosa sarebbe successo. Alla fine succedeva sempre che mio cugino era pieno di cinghiate sulla schiena e anche lui diventava nervoso e non gli potevi dire niente. Solo una volta non mi ricordo che cosa gli ho detto e, non ho capito cosa è successo, ma mi ha tirato un pugno sul mento ammaccandomi l’osso della mandibola (che è rimasto ammaccato per sempre e adesso, quando ci passo la mano sopra e sento l’ammaccatura, mi sale un diavolo su dallo stomaco e vorrei tirare un pugno al primo muro che mi trovo davanti) mi ha presa per le spalle e mi ha buttata per terra. Ma io non ho pianto. Nemmeno una lacrima. L’ho solo odiato.
Mio cugino era così. A 14 anni guidava la 127 su per le strade di montagna e io pensavo che era fighissimo e che lui era il cugino migliore del mondo e quando andavo in macchina con lui, di nascosto, gli dicevo di andare forte, più forte e ascoltavamo le cassette di Madonna e non potevi dire che Madonna ti faceva cagare perchè era la sua preferita. Ma io ero più contenta quando metteva Blackmore che suonava l’Inno alla gioia e non capivo perché Beethoven l’avesse chiamato Inno alla Gioia se a me faceva venire sempre da piangere. Comunque ascoltavamo sempre sempre sempre Madonna e, alla fine, mi piaceva, perchè mi ero innamorata di mio cugino e pensavo che se diventavo come voleva lui forse anche lui si sarebbe innamorato di me e da grande mi avrebbe sposata.
Sono 9 anni che non ci parlo più con lui. E non mi manca nemmeno un po’. Semplicemente l’ho cancellato. Eliminato per sempre dalla mia vita. Penso che non è colpa sua se è diventato così, penso che la colpa sia solo di suo padre. E allora per colpa di suo padre è diventato una merda d’uomo, uno che rinchiude le donne nei bagni per giorni, le lega e le mena. Uno che si faceva le bruciature di sigarette addosso e poi andava a dire che era la moglie a fargliele. Uno che racconta un sacco di bugie e che ruba i soldi all’azienda per cui lavora per pagarsi droga e puttane. Che alla fine di tutte queste cose a me non me ne frega niente, sono cazzi suoi, ma la cosa che mi ha fatto più male è che, nel momento in cui veramente avrei potuto avere bisogno di lui, lui non mi ha creduta e mi ha voltato le spalle.
Suo padre è una merda. Una merda più di lui. Una merda che quando ci penso avrei voglia di tagliargli il cazzo e di farglielo mangiare, così impara a cercare di metterlo dove non deve. Con quello non ci parlo più da quando avevo 16 anni. Da quella sera, quando la zia mi ha detto “porta il vino allo zio che è nella stalla” e io non ci volevo andare. Lo sapevo che non ci dovevo andare, perché quando me lo ha detto mi è venuto subito male alle dita della mani, mi succede sempre quando sta per arrivare una cosa brutta. E lui era già ubriaco ed eravamo soli. E le sue mani erano grandi. E io ho avuto paura che la mia vita finisse lì. Ma per fortuna era proprio ubriaco e sono riuscita a scappare. Ma quella lingua sulla mia faccia non me la dimenticherò mai.
A me la montagna mi fa cagare. Non ci voglio andare. Quando penso che ci devo andare mi si chiude lo stomaco, non respiro più, il sangue mi sale in testa e mi monta la rabbia.
