Aspetti il venerdì come i bambini aspettano Babbo Natale la sera prima.
Ti fai tutti i programmi, che, sostanzialmente, includono parecchio mare, parecchio riposo, un po’ di amici, tanta famiglia. Niente di impegnativo, insomma.
Poi succede che il vento ti rovina tutti i piani e quindi non puoi fare la lucertola al sole, l’ammollo del rinfresco, ecc, ecc.
E così cosa fai? O dormi all’infinito, come ho fatto sabato. O ti sfasci all’infinito, tra un bar e l’altro, come ho fatto tra sabato e domenica. Che fatica…
Poi mettici che al Blanco non si può più andare perché non è possibile che quelli non vogliono mai i soldi, mica si può continuare a bere gratis, che è peggio di bere a pagamento, che se paghi magari un freno te lo dai, ma se non paghi…
E Luca? Poveraccio…che impatto brusco con la nostra famiglia…con la mamma che l’avrebbe fatto mangiare a tutte le ore, papà che l’avrebbe fatto bere a tutte le ore (anche lui però…), la Dile che non lo mollava un attimo, e io, la sorella maggiore, quella che dovrebbe dare il buon esempio…la rovina… Cara sorellina mia, se ha superato questo, basta, è dei nostri.
Poi mettici anche che Tiziana non la vedevo da un po’ e che al Maoma non ci andavo dall’anno scorso, e che di solito la spiaggia è molto più vasta, ma ieri il mare era davvero grosso, li abbiamo anche messi giù due lettini, il bagnino aveva detto che sarebbe scesa presto la mareggiata…sì certo…non ci siamo arrese fino a quando non ci siamo ritrovate a strizzare gli asciugamani…e quindi cosa vuoi fare? C’era la musica, c’era il bar, c’era un sacco di gente, c’era voglia di un po’ di spensieratezza…non te lo vuoi bere un mojito verso le cinque, che fa tanto estate? E saluta questo e saluta quello, e brinda di qua e brinda di là (a cosa poi? ah già a noi!). E dopo il primo, mica vorrai dire di no al secondo? E dopo il secondo? Non c’è due senza tre…ah no, la menta era finita…la menta era finita e io avrei dovuto capire che era il momento di mollare, invece no, va bè, dai, dammi una vodka con la tonica, sto benissimo, mi sto divertendo un sacco, non voglio tornare a Milano, voglio stare qui per sempre, rivoglio la mia vita di prima, quella di vent’anni fa, quella della spiaggia da marzo ad ottobre, quella delle compagnie numerose, quella tutti insieme sempre, quella senza pensieri.
Sere, ma l’hai vista Ludovica? Stai zitta, non dire niente, lo so benissimo a chi somiglia. Merda. E la testa ti parte. E non ci puoi fare niente. E torni indietro di…6 anni? A quel giorno di merda. Quel fottutissimo giorno di merda. Quando tutto era sembrato così assurdo, così impossibile, così che cazzononpuòesserevero. E invece era vero. Tutto vero. E quello che ti rimane addosso sono una marea di ricordi e la rabbia per uno strappo che non doveva capitare. Perchè quando ti portano via un pezzo di famiglia quello che ti rimane è la rabbia. Per sempre.
Ora dobbiamo partire, dobbiamo tornare a Milano, ma chi ce la fa a guidare? Ma chi ce la fa a cenare con mamma e papà stasera? Fatti una doccia. Ti riprendi. Ti riposi un attimo e poi partiamo con calma.
E mano male che fino a Genova ha guidato Luca. E meno male che fino a Milano ha guidato mia sorella.
E questo post mi fa schifo. Ne esce fuori un’immagine di me della quale non vado molto fiera. Però mi sono divertita, eccheccazzo.
Ma venerdì stiamo a casa, vero? No perché un altro fine settimana così non ce la faccio.





Esatto. Questo post fa schifo.
Chi sei?
Chi sei tu?
Io. Non si vedeva il profilo, eccomi qua. Chi sei?
Io lo trovo adorabile.
Ma poi ti pare che uno deve dire cosi’ senza neanche presentarsi?
Col Banale dalla mia parte siete tutti fottuti.