Frittatina ricca (della serie “Non buttiamo via nulla!”).

Dopo aver fatto gli Arancini mi è avanzato un po’ di ragù ai piselli e qualche cubetto di mozzarella.
Così ieri sera, con l’aggiunta di un po’ di gorgonzola e 4 uova ho fatto due belle frittatine. Pesantine, eh!!! Ma davvero buone!

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Arancini di riso.

Un classico della cucina siciliana. La prima volta li ho mangiati sul traghetto da Villa San Giovanni a Messina.
Ho una zia (indovinate qual è!) che ne fa di buonissimi. Stasera le ho telefonato per dirle che li avevo fatti!
L’idea mi è venuta oggi in ufficio, il discorso è nato lì quando, salutando una collega che stava partendo per raggiungere la famiglia in Sicilia, un’altra collega le ha chiesto di portarglieli al ritorno dalle vacanze.
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Risotto al radicchio con zola al tartufo.

 
Non avevo mai assaggiato il gorgonzola al tartufo fino a qualche giorno fa.
Per la prima volta nella mia vita da quando vivo a Milano, finalmente, sono riuscita ad andare alla Fiera dell’Artigianato, che si svolge abitualmente ogni anno durante i primi dieci giorni di dicembre.
Ovviamente ho scelto il giorno peggiore, l’8 Dicembre, c’era il mondo! In alcuni momenti non si riusciva nemmeno a camminare.
Però mi è piaciuta molto, è interessante. E ho anche imparato che, la prossima volta, sarà meglio portare con me più contanti, perché la maggior parte degli stand non accetta bancomat o carte di credito…e forse è stato un bene!
Tra le tante prelibatezze nazionali e internazionali che mi è capitato di assaggiare, in uno stand Umbro mi hanno offerto un crostino spalmato di gorgonzola al tartufo…spettacolare! Il proprietario non ha fatto nessuna fatica a convincermi di acquistarne una vaschetta e, già che c’ero, ho comperato anche tre vasetti di tartufi (microscopici!).
A Marco il tartufo no piace, quindi lo zola me lo stavo facendo fuori tutto da sola.
Ma non accettando il suo rifiuto ad assaggiarne almeno un pochino, ieri sera l’ho fregato e l’ho messo nel risotto!
All’inizio ha storto il naso, però poi nel piatto non c’è rimasto proprio nulla!

“You can’t catch me, I’m the Gingerbread Man!”

“Once upon a time a little old woman and a little old man lived in a cottage. One day the little old woman made a gingerbread man. She gave him currants for eyes and cherries for buttons. She put him in the oven to bake. The little old woman and little old man were very hungry and wanted to eat the gingerbread man. As soon as he was cooked, the little old woman opened the oven door. The gingerbread man jumped out of the tin and ran out of the open window shouting, ‘Don’t eat me!’ The little old woman and little old man ran after the gingerbread man. ‘Stop! Stop!’ they yelled. The gingerbread man did not look back. He ran on saying, ‘Run, run as fast as you can! You can’t catch me, I’m the gingerbread man!’…” to be continued  Continua a leggere

Macarons…una vera e propria sfida.

 

Macarons…qualcuno li definisce:

“graziosi e raffinati pasticcini, deliziosi da vedere e un piacere per il palato”.

Sono considerati i dolcetti simbolo della pasticceria francese, i preferiti dalla Regina Maria Antonietta, anche se si dice che l’origine sia da attribuirsi agli chef italiani portati da Caterina de Medici a Parigi in occasione delle sue nozze con il Duca di Orléans. Per lungo tempo sono stati considerati un dolce d’élite, consumato nei più altolocati salotti parigini, tornati alla ribalta a Parigi nella prima metà dell’ottocento e portati alla fama da alcuni dei nomi più celebri della pasticceria francese, come La Durée, Le Nôtre ed Hermé, sono considerati oggi dolcetti alla moda e raffinatissimi.

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